{"id":1703,"date":"2016-02-01T08:58:43","date_gmt":"2016-02-01T08:58:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/?page_id=1703"},"modified":"2016-02-01T08:58:43","modified_gmt":"2016-02-01T08:58:43","slug":"tesi-di-laurea-magistrale-bovati-dubois","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/?page_id=1703","title":{"rendered":"Tesi di Laurea Magistrale | Bovati, Dubois"},"content":{"rendered":"<p><strong>3. <a href=\"http:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/?p=117\">PORTO DI MARE<\/a><\/strong> &#8211; MARGINE RAREFATTO<\/p>\n<p><strong>Tesi di Laurea Magistrale &#8211;\u00a0Caterina Di Felice<\/strong><br \/>\nRelatore:\u00a0Marco Bovati<br \/>\nCorrelatore: Herv\u00e8 Dubois<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7b-porto-di-mare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1704\" src=\"http:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7b-porto-di-mare.jpg\" alt=\"7b---porto-di-mare\" width=\"2000\" height=\"2000\" srcset=\"https:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7b-porto-di-mare.jpg 2000w, https:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7b-porto-di-mare-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7b-porto-di-mare-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.riformaremilano.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7b-porto-di-mare-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019area di progetto si colloca in una zona periurbana della citt\u00e0, al limite tra il tessuto della periferia urbana pi\u00f9 recente e le attivit\u00e0 agricole produttive. L\u2019intervento sulla fascia di confine legge le potenzialit\u00e0 che possono emergere dalla combinazione di due ambiti, urbano e rurale, storicamente separati, e si pone come obiettivo il superamento della discontinuit\u00e0 tra il tessuto urbano collocato al limite con l\u2019area di progetto e lo spazio agricolo, ridefinendo lo spazio residuale e informale che connota l\u2019ambito. L\u2019inserimento di un incubatore d\u2019impresa agricola diventa occasione per restituire la vocazione agricola dell\u2019area, per sperimentare metodi innovativi di coltivazione, avvicinare i cittadini all\u2019agricoltura e, infine, per definire un disegno unitario che sia capace di operare anche a scala urbana e di rapportarsi con l\u2019impianto urbano circostante. La direzione del tracciato viario che lambisce l\u2019area di progetto e segna il confine tra costruito e spazio residuale diventa punto di riferimento per la definizione di un nuovo percorso pubblico che corre in parallelo ad esso e che collega i due estremi dell\u2019area. Il sistema degli spazi aperti si estende in direzione parallela all\u2019asse di confine, sviluppando in maniera graduale la transizione dal contesto urbano a quello paesaggistico. Tale passaggio verso lo spazio coltivato si determina anche attraverso l\u2019uso del suolo, sfruttando un dislivello naturale. Una successione di setti in cemento armato si inserisce trasversalmente rispetto all\u2019asse principale, fino\u00a0 a raggiungere la quota inferiore del terreno. Gli ambienti interni tra i muri accolgono le funzioni degli edifici, e ne inquadrano la visuale verso il paesaggio da un lato e il quartiere urbano dall\u2019altro. Ogni intervallo tra un muro e quello successivo rappresenta invece un momento di passaggio e insieme di contatto con gli spazi aperti e con lo spazio agricolo. Tutti gli edifici sono attraversati dal nuovo percorso di riferimento, e i setti presentano aperture solo in corrispondenza di tale passaggio. Anche l\u2019accesso agli edifici \u00e8 privilegiato arrivando dal percorso pedonale principale.Percorrendo la nuova strada pubblica alla quota zero, al visitatore si presenta una successione di spazi pubblici in sequenza, aperti e chiusi, che gli permettono di entrare in contatto diretto con i ritmi e le modalit\u00e0 dell\u2019agricoltura. Alla quota inferiore, invece, la sua direzione permette di connettere gli edifici ai fini della produzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3. 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